erbe e frutti erbe e frutti

LA STRADA DELLE ERBE E DEI FRUTTI DIMENTICATI

Casola Valsenio, il cui territorio è compreso nell'area collinare e montana della provincia di Ravenna, è conosciuto come “Il paese delle erbe e dei frutti dimenticati”. Una denominazione che sottintende coltivazione, lavorazione e commercializzazione, oltreché valorizzazione e promozione, delle erbe officinali utilizzate in cucina, nella medicina e nella cosmesi e dei frutti di antiche varietà locali di piante abbandonate nel dopoguerra e recuperate negli ultimi decenni.
Dopo che per oltre venti anni il Comune, la Pro Loco e gli agricoltori casolani hanno promosso e valorizzato erbe officinali e frutti dimenticati, soprattutto attraverso manifestazioni che hanno registrato un positivo riscontro economico e turistico si è avvertita la necessità di dare un assetto stabile ed omogeneo a tali attività commerciali, culturali e promozionali. Per tale scopo, nel mese di luglio 2013 è stata costituita da oltre trenta tra agricoltori, ristoratori ed operatori turistici l’Associazione per la valorizzazione delle erbe e dei frutti dimenticati.  Le finalità principali dell’associazione sono la valorizzazione e lo sviluppo delle produzioni agro-alimentari e delle specialità gastronomiche del territorio, cominciando dalle erbe officinali e dai frutti dimenticati. Ciò al fine di incrementare la redditività delle aziende agricole e dei locali di ristorazione, insieme al flusso turistico. Si tratta di obiettivi che si intende raggiungere attraverso la pubblicazione di materiale promozionale; l’organizzazione di eventi; la partecipazione a manifestazioni per far conoscere i prodotti dei suoi aderenti e i locali di ristorazione dove tali prodotti possono essere gustati. È prevista anche l’individuazione di un “paniere” di prodotti tipici dei soci con definizione di uno standard di qualità per incentivare un rapporto diretto tra produttore e consumatore.

LE ERBE OFFICINALI

Casola Valsenio ha una storia centenaria come paese delle erbe officinali. Inizia nei primi decenni del ‘900 conFerdinando Masini che immagazzinava erbe, fiori e bacche, essiccandoli su teli stesi in piazza Ceronesi e quindi li spediva in tutta Italia ed anche in Francia e Germania.
Nel 1938 il professor Augusto Rinaldi Ceroni (1913 – 1999) creò il suo primo orto di piante officinali annesso alla Scuola di Agraria che dirigeva, orto che via via cambiò sede fino a diventare un ampio giardino col mutare di ampiezza e localizzazione delle scuole via via dirette da Rinaldi Ceroni in ambito locale. Fino alla metà degli anni ’70 quando, su incarico della Regione Emilia-Romagna, realizzò nei pressi del paese il Giardino delle Piante Officinali, oggi a lui dedicato, dove vengono coltivate circa 450 varietà di piante destinate alla cucina, alla medicina e alla cosmesi. Oltre alla vendita di piante e prodotti erboristici vi si svolge una importante attività scientifica e divulgativa con laboratori, seminari, manifestazioni, visite guidate e sperimentazioni. La presenza del Giardino ha favorito la nascita nel 1981del Mercatino serale delle erbe e la realizzazione, nel 1991, della Strada della Lavanda: 20 km di strada provinciale bordata di aiuole e filari di lavanda. In questo contesto si è radicata tra gli abitanti di Casola Valsenio una cultura delle erbe testimoniata dalla presenza di piante officinali, in particolare lavanda, in orti e giardini pubblici e privati.

I FRUTTI DIMENTICATI


Nel 1992, con l’istituzione a Casola Valsenio della Festa dei Frutti Dimenticati, è ripreso localmente l’interesse verso i frutti autunnali che un tempo i contadini consumavano al naturale, cotti o lavorati: mele rosa, sorbe, noci, corbezzole, pere more, avellane, azzeruole, pere volpine, mele limonelle, cotogni, mele gelate, corniole, prugnole, pere broccoline, giuggiole, biricoccole, nespole e così via. Erano frutti di piante abbandonate negli anni del boom economico per l’affermarsi di un’alimentazione di massa che faceva capo a grandi coltivazioni specializzate e per la tendenza dei contadini a non mantenerle in vita in quanto i loro frutti ricordavano i tempi della fame e della miseria. Il generale recupero, tra gli anni ’80 e ’90 di molti aspetti del mondo contadino si è concretizzato nel territorio di Casola Valsenio con la ripresa della coltivazione di tali piante da frutto autoctone che un tempo facevano corona alla casa colonica o sostenevano le viti lungo i filari. Piante i cui frutti sono naturalmente sani grazie ad un antico adattamento all’ambiente e ricchi, oltreché di sapori e di profumi inusuali ed invitanti, di storia e di rimandi culturali in quanto strettamente intrecciati con i modi di vita e di pensare dei contadini romagnoli di un tempo.

LE MANIFESTAZIONI

Al Giardino delle Erbe “A. Rinaldi Ceroni” si tiene la quarta domenica di maggio “Erbe in fiore” che propone visite guidate, conferenze, laboratori e un mercatino dei fiori utilizzati in cucina. Sempre al Giardino si svolge l’ultimo sabato di giugno “La Giornata della Lavanda” dedicata alla pianta rappresentativa del territorio. Nel centro storico del paese si svolgono manifestazioni dedicate alle erbe officinali con bancarelle di piante e prodotti erboristici, degustazioni e cene a base di erbe aromatiche, laboratori e spettacoli che creano un’atmosfera ricca di colori, aromi e sapori. Durante il periodo di fioritura della lavanda si tiene la “Notte viola”. Sempre nel centro storico, nel secondo e terzo fine settimana di ottobre, si svolge la “Festa dei frutti dimenticati” nella quale gli agricoltori casolani commercializzano al naturale o lavorati sotto forma di confetture, gelatine, brodo di giuggiole e cotognate i piccoli frutti autunnali consumati un tempo nella collina romagnola. Le bancarelle sono arricchite da addobbi e ricostruzioni che rimandano al mondo contadino del passato. Lo stesso che si ritrova nelle degustazioni, nei laboratori di cucina, nelle mostre e nelle conferenze che completano la festa insieme a concorsi che premiano le migliori confetture e le bancarelle e vetrine più belle.